Sinonimi: ricercatore spirituale, iniziato, lavoratore su di sé, illuminato, discepollo ecc.

Superlativi: Maestro, Illuminato, Guru, Guida spirituale, Risvegliato, Divulgatore, Scemano ecc.



  • “Lei è un credino, s'informi.”

27 aprile 2017

L'Essere Meditabondo




28 commenti:

  1. La meditazione ha efficacia testata scientificamente.
    Non capisci una mazza.
    Non è che se non sai fare una cosa, allora non funziona.

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    1. Meditabondo di primo lvello30/04/17, 21:05

      Confermo. La meditazione è testata scientificamente ed è senza olio di palma.
      Io ho avuto notevoli vantaggi dalla sua pratica. Certo per i risultati bisogna attendere qualche mese e bisogna praticarla du volte/die lontano dai pasti principali. Però i risultati sono garantiti. E' impagabile il senso di pace (molto simile ad uno stato di vago rincoglionimento) che si manifesta con un mezzo sorriso enigmtico a mo' di Gioconda, con quell'espressione del tipo: “ma questo ci è o ci fa?” Aggiungo che, dopo anni di pratica si acquistano diversi e potenti siddhi (poteri spirituali). Un mio amico che medita due-tre volte /die (come da prescrizione tantrica) ha incominciato a levitare. Certo adesso si solleva solo circa 15 cm dal pavimento, ma il suo maestro (che levita a 50 cm) ha detto che se va avanti così potrà incrementare di circa 5 cm l'anno. Questo ha come non trascurabile corollario il fatto che si possono eliminare le sedie in casa ed in macchina, oltre al fatto di risollvere la annosa questione della mancanza di posti a sedere nei mezzi pubblici (una vera e propria piaga sociale).
      Quindi, per favore Blogger che blogghi questo blog, non bloggare su cose din cui non blogghi una mazza (mi riferisco alla mazza di meditazione usata dai monaci Zen illustrata nell'omonimo post).
      Meditate gente, meditate.

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    2. Posso apprezzare moltissimo il trolling, ma solo quando è di alto livello. Questo onestamente è proprio scarso. Ci ho provato a ridere, giuro, ma proprio non ci sono riuscito. :D

      Come ripeto, comunque, la pratica della meditazione ha benefici scientificamente comprovati. Questa è la realtà oggettiva, il resto è trolling e stronzate da bar :)

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    3. Da quale pulpito caro attrition warfare troll....

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    4. Meditabondo di primo lvello01/05/17, 10:03

      Mi dispiace che, benché ti sia sforzato, il mio commento non ti abbia fatto ridere: non tutte le ciambelle risecono col buco. Ne ho parlato con il mio maestro, il quale mi ha confermato che la ciambella oltre a non avere il buco è pure bruciata! Mi ha anche detto che questa mia scarsezza può essere dovuta ad un effetto collaterale della meditazione.

      Lui sostiene, infatti, che la meditazione ha molti effetti collaterali, e che la scienza dice delle cose che poi col tempo smentisce clamorosamente; che l'oggettvità scientifica di oggi diventa la stronzata da bar di domani e il trolling di dopodomani (specie nelle sceinze che si occupano del cervello). Dice che è vero che molti articoli e studi indicano che la meditazione è salutare, ma già oggi ci sono degli studi che indicano che la meditazione invece è pericolosa e dannosa. A tal proposito mi ha fatto legere questo articolo (https://noalsatanismo.wordpress.com/2017/01/14/ricerca-scientifica-linganno-e-i-pericoli-della-meditazione-trascendentale-e-tecniche-di-consapevolezza/). Purtroppo gli studi originali sono citati in inglese (che naturalmente non conosco) però li ho tradotti alla meno peggio con Google traduttore.
      Poi ha parlato del metodo scientifico: di convalida dei dati sperimentali, di cieco, doppio cieco, di aspettative, di placebo e nocebo, di discrezionalità anche nella interpretazione dei dati, tutte cose che io, da semplice neofita meditabondo, non ho capito. Ho cercato anche su Wikipedia, ma non ho capito lo stesso.
      Alla fine della fiera mi ha declassato a semplce principiante meditabondo:adesso devo cambiare pur il Nickname...

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    5. Ahahah...mi hai fatto ridere!

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  2. Ciao smoderatore, credo che quello che oggi, in particolare in occidente, chiamiamo spiritualità sia un qualcosa di molto poco chiaro e si riferisca a troppe cose.

    La "spiritualità " cattolica non è quella buddhista così come non è quella delli sciamani mongoli etc.
    Si tende a fare di tutta l'erba un fascio.

    Innanzitutto, secondo me, si dovrebbe affrontare la cosa studiando un bel po di buona antropologia e storia delle religioni per cominciare ad inquadrare la cosa e per capire soprattutto che tutto è molto complesso, diversificato a seconda dei luoghi e delle culture che andiamo ad affrontare.

    Che siano comunque in fin dei conti tutte stronzate posso essere d'accordo con te, ma ci vuole serietà nello studiare questi fenomeni storici e antropologici.

    Ci sono cattedre universitarie di indologia, sinologia, islamistica etc. così come cattedre di storia delle religioni e filosofie dell'india o di storia delle istutizioni del mondo islamico etc.

    Ovvio, non tutti i professori sono ad alti livelli ma molti almeno aiutano ad avere un metodo per iniziare a districarsi in mezzo alle paludi e alle sabbie mobili di questi complessi fenomeni culturali.

    Dico questo perché porsi in questo modo aiuterebbe tante persone a cominciare a scartare almeno tutto ciò che di inventato, o spurio o commercializzato c'è a riguardo delle tradizioni "spirituali" in particolare non occidentali.

    Per quanto riguarda la meditazione, ed in particolare per questo che mi inserivo, mi sento di dire che anche in questo caso parliamo di un fenomeno con molte varianti a seconda delle culture e delle diverse scuole tradizionali.

    La meditazione per un cattolico non è la stessa che per un buddhista theravada , non è la stessa per un monaco che segue lo dzgochen tibetano o per un aghori baba.
    Anche in questo caso mi sentirei di consigliare un approfondimento critico attraverso buoni testi accademici.

    In occidente e ormai purtroppo ovunque si insegnano pratiche di meditazione, o di yoga o di altre antiche disciplibe tradizionali che provengono in particolare dall'hinduismo, dal buddhismo e dal taoismo in modo spuri, annacquati se non proprio reinventati.

    Se c'è reale interesse nell'approndire per un proprio motivo personale una qualcuna di queste discipline esotiche si dovrebbe cecare, secondo me, di impegnarsi a farsi una buona e seria cultura di base ed andare alle fonti.

    La meditazione intesa come concentrazione per periodi prolungati per calmare la mente (mi pare sia questa di cui si parla) può anch'essa essere fatta in molto modi, può far bene, può far male, può servire o non servire.
    Dipende da cosa si fa e come.



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  3. Io pratico alpinismo e arrampicata, a me fa bene e mi da molto, ad altre persone provocherebbe solo terrore.
    Le tecniche per arrampicare le ho imparate da arrampicatori maturi di una scuola rocciatori, ci sono diversi stili o metodi ma tutti mirano a farti procedere in parete in sicurezza e a non farti morire!

    La meditazione nel senso orientale del termine è una cosa pericolosa, può far male se non praticata correttamente, con il giusto equilibrio e se non si è ADATTI.
    Ci vuole una certa predisposizione psico fisica, altrimenti non porta a niente!

    Per questo i veri saggi del passato nom imponevano una sola visione o tecnica per crescere come persone, (cosa tipica dei monoteismo e degli assolutismi) ma venivano valutati il luogo, il tempo, la circostanza, l'indole etc.

    Quando vediamo un documentario sui monaci shaoling della cina e vediamo cosa riescono a fare e anche grazie a tecniche come la meditazione e lo yoga, ovviamente nella versione cinese.

    Ecco il punto a cui volevo arrivare, la " spiritualità ", ad esempio nello shaoling, è semplicemente una dimensione raggiunta per mezzo di tecniche pratiche e concrete, che permette di ottenere delle realizzazioni sul piano mentale e fisico fuori del comune.

    Ripeto: si tratta di qualcosa di molto concreto e materiale.

    Anche nel tatrismo hindu o non hindu si parla di risveglio di energie del corpo, di facoltà della mente, niente a che fare con cose misticheggianti o trascendentali subentrate in queste culture a seguito del contatto con l'islam e il cristianesimo o per interpretazioni deviate fatte dai vari cleri e iatutuzioni religiose secolarizzate.

    Nella visione tradizionale io governo il sesso ( e questo non vuole dire non farlo!), ad esempio, non perché è un peccato o è una cosa impura, ma perché se esagero mi stanco, disperdo un sacco di energie inutilmente che se ben canalizzate possono portarmi a ben altre realizzazioni.

    Addirittura i calciatori non scopano prima delle partite!

    La vita è un casino, è facile perdersi o rimanerci sotto, la saggezza tradizionale da delle indicazioni e delle tecniche comprovate per trovare un equilibrio e per poter ottenere il meglio da se stessi e dalla vita, ma poi spetta ad ogbiuno di noi farsi il culo per teovare la dimensione giusta e non farsela mettere in culo.

    La meditazione può aiutare ma no tutti e dipende di che cosa parliamo!

    Sono argomenti che avrebbero bisogno di tempo, dedizione e molta profondità per essere analizzati nel gisto modo.

    Ci sarebbe tanto da dire ma spero di aver reso l'idea.

    Concludo facendo notare che molto dei maestri orientali che vengono criticati in questi blog (critiche in gran parte molto condivisibili) sono maestri che hanno avuto un gran seguito di massa soprattutto in occidente e che predicavano soprattitto cose per il piacere e per irretire l'ingenuità degli occidentali figli del cristianesimo e dell'idealismo romantico.

    Chi è veramente interessato alle discipline orientali che si prenda la briga di andare in oriente a studiarle dai maestri tradizionali veri, quelli che non hanno istituzioni, siti internet, masse di fedeli e robe del genere!

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    1. Anni e vite fa anch'io cominciai a "governare" il sesso...
      Mi viene ancora da ridere.
      Oh, ma se tu raggiungi ben altre realizzazioni, non smettere.

      Sono d'accordo: poi spetta ad ognuno "non farselo mettere in culo."

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  4. N.B. ho diviso il miocommento in due parti, il primo compaio come anonimo, il secondo come Samu.

    Ciao !

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  5. Caro smoderatore io personalmente scopo alla grande con la mia bellissima moglie da cui abbiamo avuto una splendida figlia e ne vorremmo ancora.
    Credo che controllarsi sia diverso da non farlo, o mi sono spiegato male?

    Ho come l'impressione che in passato tu sia stato fortemente scottato o deluso da qualche frequentazione "spirituale" o mi sbaglio?
    Noto molta rabbia e astio nel tuo modo di scrivere!

    Comunque speravo commentasso tutto il mio commento non solo la parte sul sesso!

    Erptismo e sesso comunque non vanno in contraddizione me con la meditazione, ne con la spiritualità, ovviamente dipende di che tipo di spiritualità stiamo parlando, infatti in alcuni casi sono considerate in contraddizione, soprattutto da vie ascetiche o monastiche.

    In giro c'è di tutto, dipende da cosa cerchiamo e quanta intelligenza e serietà ci mettiamo, ma soprattutto dalle intenzioni.

    Le persone che cercano o seguoni vie spirituali dovrebbero innanzitutto chiedersi perché lo fanno, quali sono le loro intenzioni, cosa vogliono o sperano do ottenere e perché?

    Io mi sento di dire che delle realtà interessanti e autentiche ancora ci sono ma per non prenderla in culo bisogna farsi il culo!

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    1. Non so se ti sei spiegato male, hai solo detto che tu governi il sesso. Tutto qui.
      La tua vita sessuale è la tua.
      Io ridevo solo della mia.

      In passato ho vissuto tutto lo spettro delle "frequentazioni spirituali" come le chiami tu. Sono passato dall'estasi all'angoscia; dal risveglio al completo assopimento e tutto ciò che v'è nel mezzo.
      Noti molta rabbia e astio?
      Sei libero di interpretare come vuoi ed avere le tue impressioni.

      Sono pienamente d'accordo con te: in giro c'è di tutto, dipende da cosa cerchiamo e quanta intelligenza e serietà ci mettiamo, ma soprattutto dalle intenzioni, ma soprattutto dal buon senso.

      Tu ti senti di dire che delle "realtà" interessanti e autentiche ancora ci sono.
      Io mi sento di dire che per non prenderla in culo bisogna disfarsi del culo!

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    2. No smoderatore io no ho detto che governo il sesso, io ho detto che governare il sesso o disciplinarsi insomma può avere senso per ottenere certi risultati od obbiettivi.
      Se , riprendendo l'esempio che facevo, voglio diventare un monaco shaoling e padroneggiate perfettamente il kung fu, converrai con me che non posso passare la maggior parte del tempo a farmi seghe o scopare!


      Io ad esempio faccio onestamente fatica a governare il sesso ma io non sono evidentemente portato per certe specifiche vie e comunque sono sposato e padre, quindi via monastiche per me niente!

      Posso chiederti cosa intendi disfarsi del culo? Credo di intuire ma, se ti va, mi interesserebbe capire meglio il tuo punto di vista.

      Se scrivo nel tuo blog d'altronde è perché il tuo approccio mi ha incuriosito e un certo confronto con te mi interessa.

      Se ho detto che mi sembra che scrivi con rabbia ammetto che forse ho sbagliato, intendevo con molta critica e , sembrerebbe con un certo astio nei confronti di tutte le vie spirituali.

      Imamginavo che però ne avessi fatto esperienza, altrimenti non saresti così concentrato e diretto nelle tue critiche verso certe specifiche realtà ed ambienti.

      Forse ti chiedo troppo e forse un blog non è il posto migliore per parlarne ma sarei interessato a capire che tipo di esperienze o ambienti ti hanno deluso e fatto diventare così critico.
      Premetto che non te lo chiedo per analizzarti o per criticarti, è solo per capire.

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    3. Forse ho letto male, ma il 26 Agosto alle 10:01 hai scritto: "Nella visione tradizionale io governo il sesso."

      Disfarsi del culo...? Un puerile gioco di parole partito da: farsi il culo per non prenderlo nel culo.
      Pensa al culo come ad una porta: finché c'è una porta aperta può entrare qualsiasi cosa, ma se la porta si chiude, o se al posto della porta c'è un bel muro, da lì non entra nulla.
      Per il discorso spirituale personalmente, non apro a nessuno... Tutt'al più rispondo al citofono, magari anche concentrato e diretto nelle mie critiche, ma che ci vuoi fare, son quello che sono.

      Non è stata delusione, ma piuttosto disillusione, ovvero la perdita dell'illusione, che non ha nulla a che fare con il "tipo" di esperienza, ma più che altro con l'esperienza stessa.

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  6. L'importante è che il seguire una determinata via sia fatto perché ci appassiona e ci da stimoli, belle realizzazioni, soddisfazioni insomma.
    Seguire vie di realizzazione spirituale per mosa, per senso di colpa, per imitazione, come se fosse un anti depressivo, per vanità etc porta a ben poco, veramente a ben poco.

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    1. E seguire vie di realizzazione spirituale per mosa, per senso di colpa, per imitazione, come se fosse un anti depressivo che appassionano, danno stimoli, belle realizzazioni e soddisfazioni?

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    2. Ciao smoderatore, in effetti potrebbero dare soddisfazione comunque soddisfazioni.
      Forse non ho inquadrato il punto ma scrivendo velocemente e in certi ritagli di tempo limitati a volte, come in questo caso, mi spiego male

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    3. Ci penso e cerco di spiegarmi meglio in caso

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    4. Allora Smoderatore, quello che intendevo dire è che una via spirituale dovrebbe essere cercata e seguita poiché si intuisce che c'è bisogno di attingere ad una saggezza antica per espandere le nostra visione e intraprendere una esplorazione e crescita, una maturazione.
      Sta a noi decidere che strada scegliere e che maestro, potremmo anche scegliere molto male.

      È chiaro che va da se che una saggezza tradizionale antica mantenuta viva da una catena di maestri autorevoli in modo autentico al giorno d'oggi la troviamo nelle civiltà orientali e in particolare nell'hinduismo, nel tsoismo e nel buddhismo.
      Poi c'è lo sciamanesimo delle culture tribali ma prenderemo una tangente.
      Inizialmente però è facile per alcune persone con certi caratteri e aspirazioni, provenendo da una culturs occidentale conpetitiva, idealistica, cristiana e consumistica porsi in modo immaturo, scadere nell'idolatria, nel fanatismo, nella mania, nell'intolleranza, spingere troppo, esagerare insomma, quando invece tutte le vie tradizionali e le tecniche tradizionali mirano ha dare pace, tranquillità, equilibrio, scioltezza, gioiosa vitalita, spontanea e intima ascoltazione etc
      Il problema è che molte di queste tecniche sono insegnate male, recepite male, praticate in modo pericoloso etc.
      Per questo serve un autentico guru saggio e maturo, oppure serve attingere da testi autorevoli che introducano bene a queste realtà etc.
      Ma vorrei parlare di questo commentando uno dei tuoi ultimi post proprio sul guru.

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    5. Sì, quello che intendi tu è che una via spirituale dovrebbe essere cercata e seguita poiché si intuisce che c'è bisogno di attingere ad una saggezza antica per espandere le nostra visione e intraprendere una esplorazione e crescita e via e via....
      Quello che intendo io è che l'intuizione, il bisogno, l'attingere, la saggezza antica (Ma perché?!?), intraprendere un'esplorazione, crescita e via e via... Fa tutto parte dello stesso gioco illusorio.

      Anche il fatto della scelta della strada, del maestro... Al limite si può essere solo più o meno fortunati.

      È ovvio che una saggezza tradizionale antica mantenuta viva da una catena di maestri autorevoli in modo autentico al giorno d'oggi fa sempre parte dello stesso gioco illusorio.
      La tradizione è proprio dove è radicata l'illusione.
      Usare parole come antica, tradizionale, autentica è niente di più che metterle addosso i vestiti nuovi dell'imperatore.

      Io sono convinto che tu conosci un autentico guru saggio e maturo; per me è chiaro che attingi da testi autorevoli che ti hanno introdotto bene a queste "realtà".
      Non è me che devi convincere...

      Ti lascio con le sagge parole di Giacomino:

      "Definire lo spirito "sostanza che non è materia", è precisamente lo stesso che definirla "sostanza che non è di quelle che noi conosciamo o possiamo conoscere o concepire" una sostanza che non è "cosa".

      Una "cosa" è tale solo in quanto è finita, incomincia e perisce. Niente [...] nella natura annunzia l’infinito (o lo spirito), l’esistenza di alcuna cosa infinita [...] l’infinito è un’idea, un sogno, non una realtà [...] l’infinito, cioè una cosa senza limiti, non può esistere, non sarebbe cosa.

      È impossibile non deplorar la miseria dell'intelletto umano considerando un così fatto delirio. Ma se pensiamo poi che questo delirio si rinnuova oggi completamente: [...] e gridare: o Verità, tu sei sparita dalla terra per sempre, nel momento che gli uomini incominciarono a cercarti."


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    6. Caro smoderatore ti rispondo in fondo perchè in effetti come facevi notare, tutto sta diventando un po troppo spezzettato.
      Quando scrivevo "Nella visione tradizionale io governo il sesso" con "io" mi riferivo ad un io ipotetico, ad una qualsivoglia persona che governa il sesso per determinati fini.
      Io in quanto Samu governo il sesso nel senso che cerco di essere fedele a mia moglie, al di là di quello di certo non lo governo anche se ammett oche, come te, a volte ci ho provato e i risultati sono stati positivi da un lato e negativi da altri.
      Ma sono cose in effetti un po delicate di cui parlare in un blog, mi scuso se ho introdotto la questione, forse non era il caso.
      Per il discorso del "culo" ho capito cosa intendi.
      Rispetto la tua posizione e rispetto le tue critiche.
      La "perdita delle illusioni" du cui parli è una posizione che mi affascina, in parte la condivido anche se con delle riserve, almeno per il momento.
      Ad esempio: siamo proprio sicuri di non vivere comunque di illusioni in certo moso e misura per quanto abbiamo "chiuso il culo"?
      Mi pare che anche Leopardi lo ammetta e ne parli diffusamente.
      Voglio dire che l'uomo forse è e sarà sempre un pò "credino" ( uso questo tuo simpatico termine) poichè è nella sua natura?
      Non voglio ovviamente con questo allora giustificare tutto benisiteso, cose irragionevoli, folli etc.
      Dico che la questione è più complicata di quello che sembra.

      Tu scrivi: Quello che intendo io è che l'intuizione, il bisogno, l'attingere, la saggezza antica (Ma perché?!?), intraprendere un'esplorazione, crescita e via e via... Fa tutto parte dello stesso gioco illusorio.

      Allora sulla saggezza antica mi spiego.
      il Treccani definisce così la saggezza:
      saggézza s. f. [der. di saggio1]. – L’essere saggio; capacità di seguire la ragione nel comportamento e nei giudizî, moderazione nei desiderî, equilibrio e prudenza nel distinguere il bene e il male, nel valutare le situazioni e nel decidere, nel parlare e nell’agire, come dote che deriva dall’esperienza, dalla meditazione sulle cose, e che riguarda soprattutto il comportamento morale e in genere l’attività pratica
      Certo non è una definizione esaustiva ma è perlomeno un punto di partenza.
      Perchè saggezza "antica"?
      Il punto è che per molte persone, in particolare nel recente passato della storia occidentale ( cfr. l'interesse per la saggezza orientale antica da parte di Goethe, di Schopenhauer, della beat generation, della controcultura solo per citare alcuni casi) hanno trovato risposte ai loro dubbi esistenziali, alle loro angoscie etc nelle filosofie/saggezze antiche orientali o perlomeno hanno trovato in queste alcune cose stimolante ed interessante per poi svilupare ulteriori conseguenze, anche artistiche.
      Si tratta di capire il perchè hanno trovato in queste cose risposte che non hanno trovato nel pensiero occidentale.
      Potrei farlo ma dovrei scrivere ore.
      Mi limito a dire che il motivo principale sta nel carattere olistico delle filosofie orientali del buddhismo, taoismo e hinduismo, ossia che il corpo, la mente, l'interiorità e il mondo esterno non sono considerate come realtà separate, il soggetto e l'oggetto come inteso in occidente da Cartesio in poi non sono percepite come realtà distinte, ma la tecniche e le pratiche autentiche e tradizionali di queste filosofie portano a raggiungere o se preferisci, riscoprire, una fluidità, un'armonia, una consapevolezza che danno grande equilibrio e gioia.

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    7. Tu scrivi ancora "La tradizione è proprio dove è radicata l'illusione"
      Attenzione innanzitutto che con tradizione non intendo una determinata cultura, un folklore, un'usanza o credo in generale, con tradizione ( dovrei usare la T maiuscola ma vedo che le maiuscole non ti piacciono, il termine esatto in sancrito ad esempio è sampradaya) intendo appunto una saggezza, una filosofia olistica che si tramanda da quando l'uomo è tale attraverso una successione di maestri autentici e autorevoli in determinati ambienti specifichi con il fine appunto di raggiungere o se preferisci, riscoprire, una fluidità, un'armonia, una consapevolezza che portano alla saggezza e alla realizzazzione.
      In occidente tutto questo non esiste, esisteva ma il cristianesimo e una certa parte fanatica e malata del positivismo hanno distrutto tutto.
      In questo senso consiglio nuovamente il testo di Michel Foucault, il noto filosofo, sociologo, storico, accademico e saggista francese https://it.wikipedia.org/wiki/Cura_di_s%C3%A9 oppure Tecnologie del sé.
      A seguito di questa distruzione la gente cerca questa saggezza antica in Oriente all'interno delle scuole tradizionali del taoismo, del buddhismo e dello hinduismo.
      Ci sarebbero da fare ancora ulteriori chiarificazioni e precisazioni ma dovrei scrivere ore, una fra tutte riguarda l'hinduismo nel quale le vie tradizionali di Cura del Sè e di trasmissione delle Tecnologie del se', usando i termini di Michel Foucault, sono al di là delle caste e di altre cose assurde per noi occidentali che fanno propriamente parte di una dimensione religiosa specificatamente indiana da separare dalle vie spirituali tradizionali che seppur inserite nella cultura del luogo se ne distaccano per i loro metodi e fini.

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    8. nfine scrivi :
      Io sono convinto che tu conosci un autentico guru saggio e maturo; per me è chiaro che attingi da testi autorevoli che ti hanno introdotto bene a queste "realtà".
      Non è me che devi convincere...
      Innanzitutto non voglio convincerti, mi piace solo cercare nel mio piccolo di fare un po di chiarezza sulle tante cose confusionarie e imprecise che si dicono a riguardo di certe filosofie o via tradizionali.
      Questo credo che sia doveroso dal punto di vista accademico e culturale.
      Io non sono un adepto di un autentico guru saggio e maturo nel senso che intendi tu, ossia attualmente io non ho e non seguo un guru e non so se mai lo farò, forse se sarà destino... anche se ne ho conosciuti e visti nei miei viaggi in Asia e so sove poterli trovare.
      Attingo da testi autorevoli che mi hanno introdotto bene a queste "realtà", questo lo affermo con determinazione.
      Anni fa ho iniziato ad interessarmi alle filosofie orinetali ed in particolare all' hinduismo, anche se inizialmente frequentai alcuni ambienti qui in Italia ma mi resi presto conto della loro limitatezza e devianza e per affrofondire seriemente questo mio interesse per la saggezza indiana mi iscrissi a Lingue e Civiltà Orientali laureandomi e feci vari viaggi studio in India.
      Ancora ora dopo tanti anni ogni tanto ci torno.
      Ora sono un semplice padre di famiglia con un lavoro come tanti, non seguo nessun guru, non faccio parte di nessuna istituzione e mi limito a continuare se mi sembra il caso a puntualizzare li dove determinate scuole tradizionali sono travisate o male divulgate.
      Per il resto ho le mie passioni anche molto lontane da tutto ciò e comunque mi pongo in modo critico e indipendente nelle ie scelte e valutazioni.
      Mi permetto di dire però che testi autorevoli che introducono alle vie tradizionali ci sono ma per affrontarli ci vuole comunque tempo, interesse e una certa formazione.
      Ad esempio per quanto riguarda l'Advaita Vedanta, se si vuole leggere per cultura personale un testo che ne esprime in modo eccezzionale le premesse, il metodo e la filosofia consiglio spassionatamente
      Dottrina e metodo dell'Advaita Vedanta di Svami Sarasvati Satcidanandendra, autore che operò in difesa dell'autentica dottrina di Samkaracarya, contro tutte quelle distorsioni che si sono prodotte nel corso dei secoli, fino all'ultima, la più aberrante, rappresentata dal cosiddetto Neo-Vedanta.
      L'introduzione, la traduzione e le glosse di Gian Giuseppe Filippi , autorevole professore universitario in ambito indologico di cui attraverso questo link rimando al CV
      http://www.unive.it/data/persone/5591808/curriculum
      L'autore del testo , Svami Sarasvati Satcidanandendra, è stato nel 1920 il fondatore della Adhyatma Prakasha Karialaya al fine di diffondere la vera dottrina del vedanta e di denunciarne le false interpretazione.
      L'istituzione ha anche un sito www.adhyatmaprakasha.org
      Io personalmente consiglierei la lettura di questo testo anche a te smoderatore, quntomeno perchè tu possa riflettere e nel caso criticare le posizioni dell'advaita Vedanta vero, non di tutta quella spazzatura che c'è al giorno d'oggi.
      Per la frase di Giacomino, concordo con la sua posizione, ma quando si parla di conoscenza metafisica tradizionale e in particolare dell' Advaita Vedanta parole come Spirito o Infinito nel senso occidentale o cristiano non significano nulla.
      Se hai tempo leggeti il libro che spiega queste cose meglio di me.
      Grazie mille per le tue risposte!

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    9. Il riferimento a una tua presunta affiliazione con Er Mahatma era solo un lanciare un'esca, una provocazione. Anche perché, a proposito, Er Mahatma dice: "Se qualcuno si sente al livello di un animale e pensa di discendere da una scimmia faccia come vuole. Personalmente SO che non discendo da nessuno perchè sono il Brahman."

      Devi scusarmi, ma su questo blog arriva di tutto... My bad.

      Tiremm Innanz!

      "Se poi un uomo di qualità realizza anche il fine di una via tradizionale ancora meglio"?
      E perché? È già un uomo di qualità?!

      "Se poi realizza l’identità tra il Sé e il Brahman straordinario sia per lui che per quelli che grazie a lui potranno portare la loro qualità all’ennesima potenza."

      Ah, già, c'è una qualità migliore... La migliore.
      Ennesima potenza?
      E sarebbe?
      E in che modo?
      Sì, lo so, realizzando che il Sé di ciascuno è metafisocamente identico al Brahman...
      Ma cosa vuol dire?
      Sì, lo so, che si realizza che il Sé di ciascuno è metafisocamente identico al Brahman...

      Di che cosa stiamo parlando?

      Di cose che non sono sostanze ma sono sostanziali, o di cose che non sono sostanze, ma le crediamo tali?

      Che vuol dire "realizzare che il Sé di ciascuno è metafisicamente identico al Brahman"?

      Come si realizza?
      Cioè, metafisicamente in che senso?
      Chi o cos'è il Sé?
      Chi o cos'è il Brahman?

      Che l’Advaita Vedanta si basi su testi che insegnano esplicitamente l’identità tra il Sé e il Brahman, possiamo anche essere d'accordo, e allora?

      Ce ne sono di antiche tradizioni e testi autorevoli: l'inno Sumero del tempio di Kesh; le Istruzioni di Shuruppak; l'Epopea di Gilgamesh; i Testi delle Piramidi...
      Quindi?
      Non sono tradizionali abbastanza?
      O autentiche abbastanza?
      Non hanno guru saggi e maturi abbastanza?

      Ma che vuol dire realizzare che il Sé di ciasciuno è metafisicamente identico al Brahman?

      A parte averlo letto su un testo autorevole o averlo sentito dire da un guru autentico, come fa uno come te (o come me) semplice padre di famiglia con un lavoro come tanti ad avere conoscenza di ciò?

      Vediamo...

      "Inizialmente per mezzo di un'attrazione verso affermazioni o anche persone autentiche inerenti all’advaita Vedanta."

      Quindi, premesso che esse siano affermazioni autentiche A.V.D.O.C., per via di un'attrazione, una fascinazione, un desiderio nato da un richiamo inconsapevole o meno...

      "Poi intuiamo che possa essere un qualcosa di vero."

      Quindi un'intuizione, un presentimento, un vago sospetto, una speranza che il desiderio di questo bisogno possa essere "realmente" soddisfatto.

      "E ne studiamo metodi e dottrina facendo una atto di af-fidamento a chi ne sa più di noi in merito."

      Quindi è necessario un atto di af-fidamento, un atto di auto-convinzione, di credenza, un atto di fede in una pre-stabilita autorità in merito.

      "E infine se la nostra attrazione continua e si trasforma in stabilità potrebbe diventare una vera e propria realizzazione."

      Quindi se il nostro bisogno diventerà stabile abbastanza, è possibile che si possa cristallizzare, che sarà soddisfatto... Vorrà dire che esso si sarà realizzato.

      È vero, è davvero una cosa personale, che in fondo, semplicemente, forse ci si auto-impone solamente...

      Visto che sei qui e sai cosa vuol dire realizzare che il Sé di ciascuno è metafisicamente identico al Brahman, se possibile, mi piacerebbe che le risposte alle domande fossi tu a fornirle.

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  7. Ciao smoderatore, sull'esca che mi avevi tirato no problem, ripeto che sono una persona comune, non sono un guru, ne tantomeno un "realizzato", sono pieno di contraddizioni e di probabili incoerenze, mi ritengo in movimento, uno ricercatore curiodo, uno sperimentatore.

    Ho imparato a non prendermi troppo sul serio, tra le tante cose che mi interessano ci sono anche cose che tu definisci ineluttabilmente "credine", ma da sempre mi affascinano e mi piace studiarle, sperimentarle entro i miei limiti etc. Sono fatto così.
    Leggo Leopardi e intendo profondamente la sua visione dell'"arido vero", ma allo stesso tempo mi sono fatto suggestionare e ho documentato con passione il sacrificio delle capre con tanto di fiotti di sangue in un tempio di Kali a Calcutta; leggo Camus e allo stesso tempo all'interno della sacre geometrie dei meravigliosi templi Chola del Tamil Nadu ho sentito un irrazionale trasporto quasibdi tipo religioso, ho studiato e ho trovato fantastico l'illuminismo ma mi sono anche immedesimato in certe posizioni dell'Islam etc etc.

    Tu mi scrivi:"
    "Se poi un uomo di qualità realizza anche il fine di una via tradizionale ancora meglio"?
    E perché? È già un uomo di qualità?!

    "Se poi realizza l’identità tra il Sé e il Brahman straordinario sia per lui che per quelli che grazie a lui potranno portare la loro qualità all’ennesima potenza."

    Ah, già, c'è una qualità migliore... La migliore."

    Innanzitutto ci tengo a chiarire che non considero nessuna qualità come "La migliore", ossia non avendo io la verità in tasca e non avendo stabilmente realizzato nulla di Assoluto non posso neanche affermare che una determinata realizzazione, o un determinato stato sia "il migliore", ne tantomeno convengo che sia corretto imporlo ad altri, anche se tecnicamente parlando di cose che ci sono imposte nella nostra società ce ne sono molte e non sono propriamente credine, ma comunque imposte.

    Posso però sostenere personalmente che per me certe cose siano migliori di altre e che una persona di qualità possa aggiungere qualità su qualità.
    Non ci vedo niente di strano.

    Ogniuno ha una proria gerarchia di valori, considera delle cose migliori di altre etc.
    Tu, ad esempio consideri il non credino evidentemente migliore del credino, ma immagino che se avessimo un credino eccezionale da un punto di vista umano ( e ce ne sono a iosa), quindi di qualità, lo considereresti ancora di maggior qualità se fosse anche non credino senza considerare la non credinaggine come La miglior qualità.
    O mi sbaglio?

    Per me certi "stati di realizzazione spirituale" ( chiamiamoli così anche se la terminologia è quello che è ...) sono accrescimenti qualitativi ( beninteso se vissuti col giusto spirito e autenticamente realizzati), sono valori aggiunti ad un prodotto che può essere già di qualità.

    Almeno io li considero tali per motivazioni che in parte ho espresso ma su cui molto ancora potrei dire.

    Ma non calchiamo troppo la mano.

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    1. Ci terrai pure a chiarire che non consideri nessuna qualità come "La migliore" e non avrai certo la verità in tasca... Ma quando affermi che si può raggiungere la "qualità all'ennesima potenza" ovvero al massimo grado, per cui non c'è niente al di sopra o oltre, perdonami, ma potrebbe sembrare che sia proprio la migliore. Difatti aggiungi che: " Posso però sostenere personalmente che per me certe cose siano migliori di altre e che una persona di qualità possa aggiungere qualità su qualità. Non ci vedo niente di strano." E inoltre affermi che per te "certi "stati di realizzazione spirituale" sono accrescimenti qualitativi... Mi fermo.

      Tu immagini che se avessimo un credino eccezionale da un punto di vista della qualità umane, sarebbe da considerarsi ancora di maggior qualità se fosse anche non-credino. Beh, uno immaginerebbe anche che fra queste qualità umane eecezionali, ci sarebbe anche il buon senso...

      Il credino è afflitto da un male immagnario, che, ahimé, purtroppo manifesta (in molti casi) conseguenze reali tangibili. Ho molti amici credini che stimo nonostante la loro "condizione". Ho stima per loro perché a livello pratico le loro qualità non ne sono affette. La differenza è che fra le qualità che loro posseggono c'è quella di riconoscere che per soddifare il loro bisigno spirituale hanno bisogno della fede; qualità fondamentale e inscindibile.


      Il discorso è ancora molto spezzettato. Per favore usa l'opzione "rispondi" sotto il commento a cui vuoi rispondere per seguire i "mini-threads" dei commenti.

      Per non creare ulteriore frammentazione e confusione, magari possiamo continuare solo sulla pagina Advaita, il non dualismo.

      Elimina
  8. Per rispondere al resto mi prendo un po di tempo.
    Ti ringrazio che chiedi direttamente a me di darti delle spiegazioni in merito, ma non essendo un guru di advaita vedanta, ne un insigne accademico, ti suggerirei comunwue di rifarti a testi o persone più autorevoli.
    Ma per quello che è il mio livello di comprensione e il tempo che ho, e trattandosi di un blog, provero' a darti delle risposte sintetiche e per quanto posso esaustive.

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